Konstantin Szabó

sacerdote greco cattolico, già prefetto del seminario di Uzhgorod, cappellano a Sislivci
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Konstantin Szabó ha partecipato alla formazione sacerdotale in segreto e nello stesso modo è stato ordinato. Nel 1945, in seguito ad un decreto di Stalin i sacerdoti greco cattolici erano costretti ad unirsi alla chiesa ortodossa. Molti hanno resistito: questi sono stati fucilati o mandati al gulag. Konstantin Szabó è nato in una dinastia sacerdotale. Quando ha deciso che avrebbe portato avanti le tradizioni famigliari, ha dovuto procedere con la massima prudenza frequentando i corsi di formazione sacerdotale privatamente, di nascosto presso Elemér Ortutay. Ha ricordato così questo periodo: „Lo frequentavo per lezioni private clandestine, non sapevo nemmeno quanti altri oltre a me lo frequentassero. Quando le vessazioni erano più frequenti, andavo da lui portando fiori e dolci, come se andassi solo in una visita di cortesia ed ho inventato tante scorciatoie per seminare i poliziotti che ci osservavano.” Tutta la famiglia correva un grande rischio. Le famiglie dei preti durante la dittatura erano sotto severo controllo. „C’è stato un momento, una rottura in me, quando ho detto che non ce la facevo e volevo abbandonare questa strada. Zio Elemér mi ha mandato allora una letterina: ’Ragazzino – questo era il mio soprannome -, sta attento: non sbattere la porta perché a volte è assai difficile riaprirla.’ Questo pensiero è rimasto in me per sempre” – ha evocato i quattro duri anni di studio Konstantin Szabó. Ha dovuto attendere fino al 1989 per poter celebrare la prima liturgia da solo.

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    vescovo diocesano di Szombathely, dirigente della Commissione per la Pastorale Zingara della Conferenza Episcopale Ungherese, presidente della Commissione Caritas in Veritate, presidente del Consiglio dei Cristiani ed Ebrei dell’Ungheria
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