Un arcivescovo dal centro del mondo

21 Novembre 2020
Canta, fa politica e serve. Charles Palmer-Buckle, arcivescovo di Cape Coast in Ghana, quando occorre, in difesa delle famiglie e dei valori cristiani non risparmia le critiche nemmeno alle organizzazioni più influenti del mondo.

A proposito di Charles Palmer-Buckle due cose vengono sicuramente richiamate alla mente di coloro che lo conoscono: la sincerità e l’umorismo. Accanto al suo servizio ecclesiale si assume apertamente una parte nella vita pubblica ghanese. Afferma di questo suo ruolo: „Quando la politica è un modo per aiutare la gente a compiere i propri sogni, per aiutare a ricostruire la società e per assicurare il benestare dell’umanità, allora la Chiesa farà politica ad ogni modo.” Durante la sua visita in Ungheria ha rilasciato un’intervista al portale Magyar Kurír. Anche in questo colloquio si è trattato della Chiesa che fa politica e l’arcivescovo ha dichiarato: „Noi dobbiamo essere presenti nei campi della vita sociale, politica, culturale economica e finanziaria, là dove si svolge la globalizzazione. Dobbiamo essere presenti, dobbiamo essere corraggiosi, non possiamo rimanerne fuori; dobbiamo portare il sale del Vangelo nell’istruzione pubblica e ovunque, dove vengono prese delle decisioni di carattere morale. Il cristianesimo deve essere presente nel centro della vita.”

Richiesta di perdono, riconciliazione

Palmer-Buckle è figlio di genitori anglicani, però suo padre si è convertito al cattolicesimo ancora prima della sua nascita. È cresciuto in una famiglia numerosa, assieme a undici fratelli e già all’età di otto anni si preparava al sacerdozio. Da bambino faceva il chierichetto nella cattedrale dove ora si trova la sua cattedra arcivescovile. Ha cominciato i suoi studi al seminario minore già all’età di tredici anni, poi il suo vescovo lo ha mandato a studiare a Roma, dove ha seguito corsi di filosofia e teologia. È stato ordinato sacerdote all’età di ventisei anni e nel 1993 è stato nominato il primo vescovo di Koforidua. Dal 2019 è arcivescovo di Cape Coast.

Nel periodo 2002-2004 era membro della Commissione Nazionale di Riconciliazione (NRC, National Reconciliation Comission) che aveva nove membri. A nome degli africani ha chiesto perdono per il ruolo che certi cittadini africani avevano avuto nella tratta degli schiavi. Ha osservato che secondo il suo parere una tale richiesta di perdono era necessario per favorire il processo di riconciliazione e di guarigione. La sua richiesta di perdono è stata accettata a nome dei cattolici afro-americani da parte del vescovo di Florida, John Richard.
Il centro del mondo – così Charles G. Palmer-Buckle, arcivescovo di Accra ha chiamato la sua patria che giace sull’Equatore. Ghana che si estende su una superficie tre volte più grande dell’Ungheria ed ha una popolazione di 30 milioni di persone, era stato una colonia britannica fino al 1957. La Chiesa Cattolica è presente qui dal 1880. In quasi tutte le venti diocesi esistono seminari minori dove i ragazzi possono studiare a partire dall’età di 14 anni. Nell’arcidiocesi di Accra sono attivi otto ordini religiosi maschili e ventidue ordini femminili. L’arcivescovo Palmer-Buckle ordinerà nel corso dell’estate dieci sacerdoti diocesani e otto sacerdoti religiosi. In Ghana i rapporti tra la Chiesa e lo Stato sono buoni, la Chiesa svolge un ruolo importante nella gestione e manutenzione di numerose istituzioni, università, ospedali, case per anziani, scuole.

„Chi non ama la Vergine Maria, non può essere un buon prete”

Charles Palmer-Buckle, arcivescovo di Accra ha visitato l’Ungheria nel 2018, invitato dal cardinale Péter Erdő. Il prelato africano è stato ospitato a Eger dall’arcivescovo Csaba Ternyák, con cui era stato ordinato vescovo quasi tre decenni fa da parte di papa San Giovanni Paolo II. L’arcivescovo africano ha tenuto una conferenza nel seminario di Eger ai seminaristi, dove tra l’altro ha detto che guardava con preoccupazione alla situazione del cristianesimo in Europa. Si percepisce che la Chiesa si è ritirata dalla vita pubblica alla vita privata. Da giovani loro guardavano all’Europa con ammirazione, come il continente cristiano, ma ciò sembra scomparire ora. L’arcivescovo ha condiviso con i futuri sacerdoti anche una sua crisi spirituale passata in giovane età. Nel 1974 stava studiando a Roma ed era in vestito quando un vate gli ha rivolto la parola: „un seminarista che non ama la Vergine Madre non potrà essere un buon prete”.
Ha riflettuto profondamente su queste parole che ha sentito, siccome la persona che gliele ha dette non poteva sapere quale era la sua vocazione. Andando verso casa in autobus, c’era una vecchia signora che recitava il rosario. La donna lo ha guardato ed ha ripetuto la stessa cosa che prima aveva detto il vate. Charles Palmer-Buckle ha fatto un’alleanza con la Vergine Maria e recita il rosario ogni giorno.
L’arcivescovo ha parlato numerose volte nelle sue interviste del fatto che crede nell’umanità. „L’umanità è capace di molto di più, rispetto a quanto ha raggiunto finora. […] L’umanità è come la tastiera di un pianoforte. Non è possibile suonare musica solo con i tasti bianchi o solo con quelli neri. I tasti bianchi e neri creano insieme l’armonia meravigliosa.” Palmer Buckle sottolinea che la convivenza pacifica è possibile solo in armonia.

Sussisi a condizioni inaccettabili

L’arcivescovo ghanese alza la voce in maniera decisa contro tendenze come il favoreggiamento dell’aborto o il matrimonio delle coppie gay in Africa. È del parere che le società occidentali tramite una campagna speciale, della cosidetta „etica globale” cercano di minare i valori tradizionali. L’arcivescovo di Accra nella sua intervista data all’esperto vaticano John Allen, reporter della National Catholic Reporter ha dichiarato che questa propaganda proveniente dall’Occidente gode del sostegno dell’ONU, dell’IMF e anche dell’UE. Ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che oggi si sentono cose da parte dei governi di paesi di radici cristiani che stanno in aperto contrasto con ciò che i missionari avevano annunciato a loro in Africa. Europa elargisce le sue sovvenzioni all’Africa solo a determinate condizioni e le chiede di accettare dei principi anticristiani: vorrebbero per esempio definire l’aborto come diritto, guardano alla gravidanza come ad una malattia che può essere guarita. „Vogliono influenzare non solo il Parlamento, ma anche i giovani. Conosco delle NGO che distribuiscono preservativi, anzi anche lubrificanti ai ragazzi che cercano contatti omosessuali. Lo so. Li danno gratis. Conosco persone che lavorano per delle NGO che stanno assieme ai giovani ragazzi per presentarli a cerchi omosessuali.” […] „Quel che sta succedendo è contrario alla nostra cultura e nessuno mi saprà convincere che non si tratta di un’azione volontaria.” Secondo l’arcivescovo i portabandiera giovani del futuro dell’Africa che non hanno ancora una solida scelta di valori e sono più portati alla miscredenza sono vulnerabili da parte di queste organizzazioni.
Con tutto ciò la Chiesa riesce a parlare a sempre più persone in Africa, tra i giovani la religione cattolica è attraente. Dalle liturgie africane irradia la gioia, i riti si svolgono con canti, danze e con una straordinaria allegria. In Ghana una santa messa domenicale dura almeno due ore, l’ordinazione dei sacerdoti è un rito di sei ore.

Reggae nell’evangelizzazione

Palmer-Buckle usa anche il genere del reggae per trasmettere i suoi messaggi. L’arcivescovo rispetta moltissimo Bob Marley. Il prelato ha cantato in diversi luoghi il canto intitolato Redemption song del re del reggae. Nella Pasqua del 2017 alla GHOne TV, alla fine dell’intervista data a Kafui Dey, hanno cantato insieme questo canto. ( Si può guardare questo episodio qui .) Nello stesso anno, in occasione di un campionato di golf ad Accra, con in mano il microfono e alzando l’altra mano al cielo, tra applausi ed acclamazioni ha cantato lo stesso canto.
A proposito della schiavitù culturale e mentale si riferisce ripetute volte a questo canto, precisamente ad un verso dello stesso: „Liberatevi dalla schiavitù del pensiero, la libertà dipende da noi, può essere nostra.”

C’è bisogno di autostima e di dignità

L’arcivescovo ha alzato la sua voce anche per arginare l’emigrazione di massa. Ha detto che Ghana era stata per troppo tempo sotto il potere britannico, e che non è giusto che gli africani cerchino la propria felicità „altrove”, in un qualche altro continente. Secondo lui l’Africa deve trovare sostegno innanzitutto in sé stessa e deve scoprire innanzitutto i propri valori interiori. Il continente deve fare di tutto perché i giovani si sentano bene a casa, bisogna formarli ed educarli in loco, affinché aiutino lo sviluppo dei propri paesi. „il nostro popolo ha bisogno di autostima e di dignità, per sapere che anche noi siamo capaci di contribuire a qualcosa. Dobbiamo sentirci bene non solo nella nostra pelle, ma anche nel luogo da dove proveniamo e dobbiamo viverlo come un tesoro.”


Fonti: youtube, modernghana.com, magyarkurir.hu, ncronline.org, commonwealmagazine.org
Foto: Magyar Kurír, NEK